Vento in poppa:  Cinque “must” per chi vuole mangiare (e cucinare) bene in barca

Vento in poppa: Cinque “must” per chi vuole mangiare (e cucinare) bene in barca

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Dimenticatevi dei pasti “spartani” da barca. Pranzo, cena e colazione sono momenti irrinunciabili, e come tali vanno “onorati”. Abbiamo raccolto per voi posate di qualità, tovagliette a tema nautico, vassoi antisdrucciolo. Mettendoci nei panni di chi cucina a bordo, poi, ci siamo chiesti che cosa avremmo voluto ricevere in regalo: sicuramente il barbecue a gas, ci siamo detti. Ma anche un buon set di accessori da cucina (di solito in barca si fa una grande confusione con pezzi che derivano da assortimenti diversi).
CINQUE CHICCHE PER LA TUA TAVOLA IN BARCA Set di posate Yacht Club
Costa 189 euro questo assortimento di posate di altissima qualità. Ventiquattro pezzi in inox (set da sei con forchette, coltelli, cucchiai e cucchiaini) contenuti in una confezione di legno pregiato. LO TROVATE QUI
Barbecue a gas Magma
Uno dei regali più amati è il comodo barbecue a gas Magma, che funziona una semplice bomboletta Camping Gaz. Tutti i componenti sono collegati tra loro per evitare cadute in mare e il coperchio funge da paravento: potete montarlo con una staffa sul pulpito di poppa. Il prezzo è di 336 euro. LO TROVATE QUI
Set accessori da cucina
Questo set è composto da sei accessori da cucina in plastica nera: con una piccola spesa (16 euro) avrete tutto il necessario per aiutarvi a cucinare dei manicaretti. LO TROVATE QUI
Il vassoio antisdrucciolo
Per servire al meglio i bicchieri in tavola, anche in navigazione, vi viene in aiuto questo vassoio in poliuretano integrale morbido antisdrucciolo colore blu navy. Costa 54 euro. LO TROVATE QUI
Tovagliette Sayula
Per dare un tocco “nautico” a pranzi e colazioni ecco le tovagliette americane 44×30 cm in PVC, con supporto morbido antisdrucciolo completo di disegno di Sayula, il mitico Swan che vinse la prima Whitbread. Costano 6,50 euro l’una. LE TROVATE QUI
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Vento in poppa:  La ragazza in foto? E’ lei la velista più forte al mondo

Vento in poppa: La ragazza in foto? E’ lei la velista più forte al mondo

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Marit Bouwmeester
Sono stati assegnati a Puerto Vallarta – Messico – i Rolex World Sailing Awards, il prestigioso riconoscimento, l’oscar dei velisti, che la Federazione Internazionale della Vela mette ogni anno in palio per il top della vela olimpica. A vincerlo sono stati per le donne l’olandese Marit Bouwmeester, per gli uomini il neozelandese Peter Burling già vincitore del premio nel 2015 in coppia con il suo prodiere Peter Burling. Un riconoscimento anche per Carlo Croce a cui è stato consegnato il Beppe Croce Trophy, istituito nel 1998 in memoria del padre e storico Presidente che ha governato la Federazione Mondiale vela dal 1969 al 1986.
Marit Bouwmeester Olandese, classe 1988, nata a Boarnsterhim. Diciamolo onestamente, quale “velista medio” non vorrebbe averla nei propri sogni immaginari come fidanzata o moglie.
Marit Bouwmeester
Fisico statuario, alta 1.77 per 68 chili, bellezza acqua e sapone, sorriso che incanta, ma soprattutto Marit Bouwmeester è una delle dominatrici indiscusse della classe Laser Radial.
Argento alle olimpiadi di Londra, oro a Rio 2016, tre ori mondiali, uno dei quali conquistato proprio nel 2017 poco prima di quello europeo alla fine di un periodo dove aveva subito numerosi infortuni.
La Bouwmeester durante una sessione di allenamento in palestra
La Bouwmeester è quella che si potrebbe definire una forza della natura, un concentrato di tecnica, fisicità, freddezza, una macchina da guerra perfetta che al momento ha poche rivali tra i Laser Radial, quando è in forma e sta bene non ce n’è per nessuna.
Peter Burling Non è una sorpresa questo riconoscimento. Nato il 1 gennaio 1991 a Tauranga, a soli 26 anni ha vinto nella classe olimpica 49er, in coppia con il prodiere Blair Tuke, molto di più di quanto un velista possa sognare di vincere (un oro ed un argento olimpico, sette ori mondiali).
Peter Burling al timone di Team Brunel durante la leg 2 della Volvo Ocean Race
Se ciò non bastasse nel 2017 è stato il velista più giovane della storia a vincere la Coppa America, ridicolizzando il temuto rivale James Spithill e riportando la Coppa in Nuova Zelanda.
Burling al timone dellAC 50 Team New Zealand durante la Coppa America vinta alle Bermuda
Il premio non ha potuto ritirarlo, perché nel frattempo per non annoiarsi sta facendo la Volvo Ocean Race e attualmente è impegnato a timonare a 25 nodi di velocità un VO65 in Atlantico. Scommettiamo che quando gli hanno comunicato che ha vinto World Sailing Award, dopo quelle ricevuto nel 2015, avrà sfoderato il suo solito ghigno, non un vero e proprio sorriso, il ghigno del “Freddo” come lo avevamo soprannominato nei giorni infuocati della Coppa America delle Bermuda.
Carlo Croce
Diciamo la verità, questo premio per l’ex “Presidentissimo” suona quasi come una beffa. Nell’anno orribile in cui Carlo Croce ha perso molto del suo appeal finendo fuori da World Sailing e dalla Presidenza del prestigioso Yacht Club Italiano, sembra quasi, concedeteci il termine, un “conte..

Vento in poppa:  Transat Jacques Vabre, iniziano i guai: scuffia il Multi 50  Drekan Groupe, avaria per Enel Green Power

Vento in poppa: Transat Jacques Vabre, iniziano i guai: scuffia il Multi 50 Drekan Groupe, avaria per Enel Green Power

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AGGIORNAMENTO ORE 17.30 DEL 9 NOVEMBRE
Purtroppo è confermata la sensazione avuta negli ultimi rilevamenti. A causa di un impatto al timone di dritta, probabilmente con un UFO (unidentified floating object), il Class 40 ITA 55 Enel Green Power in gara alla Transat Jacques Vabre sta facendo rotta verso Lisbona per una valutazione dei danni. L’equipaggio, composto dallo skipper Andrea Fantini e dal co-skipper Alberto Bona, sta bene e ha già adottato le misure necessarie per navigare in sicurezza fino al Portogallo.
A seguito della definizione approfondita del danno e della valutazione tecnica si deciderà, insieme ai Partner e allo Shoreteam, se riprendere o meno la Transat Jacques Vabre. Al momento dell’avaria il Class 40 si trovava in 8° posizione a 3.450 miglia dall’arrivo di Salvador de Bahia.

Ore movimentate alla Transat Jacques Vabre, il Multi 50 Drekan Groupe di Eric Defert e Cristopher Pratt ha scuffiato all’altezza delle Azzorre. L’equipaggio è stato già tratto in salvo dalla nave cargo Beautriton, arrivata sul posto poche ore dopo dall’incidente mentre i due skipper restavano al riparo dentro gli scafi rovesciati. Non sono chiare le dinamiche dell’incidente, al momento della scuffia Drekan Groupe stava navigando in un flusso da nordest intenso ma non estremo, intorno ai 20-25 nodi, con onda formata.
Nel frattempo la regata va avanti con il match race in testa alla flotta tra i due Ultime: in avvicinamento all’arcipelago di Capo Verde cambio al vertice, guida adesso Sodebo con 65 miglia di vantaggio su Edmond de Rothschild di Josse, mentre i due trimarani navigano stabilmente intorno ai 30 nodi di media.
Molto più indietro, in avvicinamento alle Canarie, la flotta dei Multi 50 è guidata invece da Arkema con appena 0.6 miglia di vantaggio su FenetrA. Tra gli IMOCA prosegue l’assolo di St Michel Virbac, che fa valere i suoi foil e allunga il suo vantaggio fino a 38 miglia su SMA, con medie di velocità intorno ai 20 nodi. Problema tecnico per Newrest Brioche Pasquier, sul quale naviga Giancarlo Pedote con Fabrice Amedeo: i due skipper hanno raccontato di avere esploso lo spinnaker grande mentre navigavano in 20-25 nodi di vento, senza apparenti cause scatenanti. Un problema non risolvibile a bordo dato lo stato della vela.
Sempre sul fronte degli italiani desta qualche preoccupazione la velocità anomala del Class 40 Enel Green Power di Alberto Bona e Andrea Fantini.
La rotta e la velocità anomala di Enel Green Power al rilevamento delle ore 13.06 del 9 novembre
Secondo quanto riportato dal tracker ufficiale Enel Green Power naviga a 3.5 nodi con un’insolita prua su 271 gradi. Non è da escludere che i due skipper siano impegnati nella risoluzione di un qualche problema tecnico. Eventuali aggiornamenti nelle prossime ore. Prosegue bene invece la regata di Colombre XL di Massimo Juris e Pietro Luciani, sempre in settima posizione nel gruppo di testa guidato ancora da Imerys Clean Energy di Sharp-Santurde.
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Vento in poppa:  Transat Jacques Vabre: bravi gli italiani! La Biscaglia è alle spalle, è il momento di attaccare

Vento in poppa: Transat Jacques Vabre: bravi gli italiani! La Biscaglia è alle spalle, è il momento di attaccare

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Foto da bordo dai leader dei Class 40 Imerys Clean Energy, skippers Phil Sharp – Pablo Santurde, November 7th, 2017 – Photo Imerys Clean Energy
E’ stato un inizio di Transat Jacques Vabre (LEGGI QUI) duro e muscolare quello che hanno dovuto affrontare i 40 iscritti alla transatlantica in doppio più lunga che ci sia, da Le Havre (Francia) a Salvador de Bahia, Brasile, per un totale di 4350 miglia. La dura bolina iniziale nella manica si è trasformata in una bolina larga – traverso, con aria sopra i 30 nodi, nel golfo di Biscaglia.
La panoramica sulla flotta. In arancio gli Ultime, in blu i Multi 50, in celeste gli IMOCA e marrone i Class 40
La buona notizia è che gli italiani sono usciti indenni da questa prima fase piuttosto complicata e in queste ore anche i Class 40 stanno per doppiare Cape Finisterre.
La posizione di Colombre XL al passaggio di Finisterre
Flotta dei Class 40 nella quale figurano Colombre XL di Massimo Juris e Pietro Luciani, attualmente in un’ottima settima posizione a 44 miglia dal leader Imerys Clean Energy di Sharp-Santurde.
La posizione di Enel Green Power di Bona-Fantini
Molto bene anche Alberto Bona e Andrea Fantini su Enel Green Power, ottavi, a 65 miglia dalla testa della corsa ma comunque ancora sulla scia del gruppo di testa.
Tra gli IMOCA 60 Giancarlo Pedote, in coppia con Fabrice Amedeo su Newrest Brioche Pasquier occupa la 12ma posizione a 119 miglia dal leader. Per lo skipper toscano una regata in salita come dalle attese, con uno degli IMOCA più vecchi della flotta Amedeo e Pedote stanno comunque rimanendo in scia al gruppo e possono lottare per una posizione anche nella top 10.
La posizione di Pedote-Amedeo tra gli IMOCA 60
In testa tra gli IMOCA c’è St Michel Virbac di Jean Pierre dick e Yann Elies, che guidano con 24 miglia di vantaggio sulla coppia Lagraviere-Peron.
La vera regata per gli IMOCA e i Class 40 inizia adesso. Superate le “botte” della Biscaglia è il momento di attaccare e prendere le prime scelte tattiche. Lungo le coste del Portogallo nelle prossime ore il flusso di nord-nordest sarà particolarmente intenso, anche oltre i 25 nodi, con un angolo perfetto per scendere verso sud. Il dilemma sarà, quanto occorrerà andare a ovest per cercare un buon posizionamento prima di strambare e puntare a sud? E’ questa la scelta tattica delle prossime ore. Stare più vicini alla costa, fare meno miglia, ma rischiare nei prossimi giorni di restare intrappolati in vento più leggero, o “investire” a ovest, fare più miglia, ma avere un miglior posizionamento in prospettiva? E’ questo il dilemma della flotta.
Nel frattempo bella battaglia tra i Multi 50, posizionati poco più avanti del primo IMOCA 60, con Arkema di Roucayrol-Pella che conserva appena 17 miglia di vantaggio sulla coppia Leroux-Riou.
Regata a parte, e match race puro, per i giganteschi Ultime. A sudest delle Azzorre Edmond de Rothschild di Josse – Rouxel conduce con 52 miglia di margine su Sodebo di Coville – Nelias.
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Vento in poppa:  PROVATA. RM 1370. La francese si fa più bella per il Mediterraneo

Vento in poppa: PROVATA. RM 1370. La francese si fa più bella per il Mediterraneo

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Al salone di Parigi del 2016, quando avevamo visto i primi disegni dell’RM 1370, era stato subito evidente il cambio di marcia del cantiere Fora Marine. Ora che lo abbiamo provato nelle acque francesi di La Rochelle, possiamo confermare che quello che allora era solo un disegno, è stato realizzato. Il nuovo RM 1370 va a sostituire il 1360 varato tre anni fa.
Le linee di carena sono le stesse, ma per il resto questo 13,70 metri è tutto nuovo, con un look attualissimo ed elegante, che segna una svolta per il cantiere. A partire dalla prua che adesso è caratterizzata da un’elegante linea inversa, ben bilanciata da una lunga delfiniera strutturale dove trovano posto l’ancora e il punto di mura delle vele a grande superficie (Code 0 e gennaker). La prua inversa, oltre a dare un look più aggressivo alla barca, allunga la linea di galleggiamento. Il bordo libero è aumentato rispetto al 1360 così da garantire volumi interni ancora più spaziosi. Tutto questo senza appesantire il profilo laterale, grazie anche al design estremamente filante della tuga che finisce poco dopo l’albero, così da lasciare libera tutta la zona prodiera. Un altra novità è il diverso taglio della finestratura di prua, che ora ha i due angoli superiori che fuggono verso l’alto formando due piccole ali. Cosa che dona agli interni ancora più luce e dà un tocco di eleganza in più a tutta la barca. Cambiano anche gli oblò laterali che sono più allungati e leggermente più bassi. Cambiamento puramente estetico, ma che alleggerisce molto l’aspetto della murata.

UN PROGETTO FIRMATO MARC LOMBARD
Il marchio di fabbrica di RM, praticità e comodità in coperta, è anche in questo 1370 uno dei punti di forza. Il pozzetto, classico nelle disposizioni, che sfrutta la larghezza massima di 4,50 metri, è una vera piazza d’armi, esaltata anche dallo specchio di poppa completamente aperto. Marc Lombard ha voluto incrementare in particolare la comodità e l’estetica degli interni aggiungendo alcune finiture e rivedendo leggermente i volumi dei diversi locali.
La larghezza ai limiti massimi della categoria dei 14 metri permette di avere un layout con due cabine poppiere (una delle quali può essere trasformata in locale tecnico, come nel layout della barca protagonista della nostra prova, mentre l’altra misura 137×200 cm) e una vera cucina a U distinta dalla dinette con due divani contrapposti e un megatavolo con ante abbattibili. Ovviamente, come da tradizione di queste barche nate per navigare a lungo raggio, lo spazio riservato al tavolo da carteggio (100 x 55 centimetri) è di dimensioni generose. Contrapposto alla cucina un grande bagno. A prua una bella cabina armatoriale con bagno diviso in due locali tenendo la doccia separata e grande armadio. Gli interni sono illuminati con vista mare dalle grandi finestrature laterali e frontali che caratterizzano il look della nuova generazione degli RM. Tutti i pesi sono concentrati a centro barca, anche i serbatoi in acciaio inox dell’acqua e del carburante. ..

Vento in poppa:  Esploratori in rada con le… barche che stanno in una sacca

Vento in poppa: Esploratori in rada con le… barche che stanno in una sacca

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Pensate già adesso alla crociera estiva: cos’è che manca a bordo di una barca e che ultimamente sta invece diventando una tendenza? Un gonfiabile. Una barca che sta in una sacca per poter esplorare la costa una volta che siete in rada, sia a vela che “pagaiando” con sup o kayak. Si tratta di prodotti poco ingombranti e che sono pronti all’uso in pochi minuti grazie ai gonfiatori in dotazione. Sicuramente un regalo che sarà apprezzato perché consente di trasformare una sosta in rada in un’esplorazione avventurosa. Abbiamo aggiunto alla rassegna anche delle poltrone galleggianti gonfiabili, che abbiamo testato e sono davvero comode, e una piattaforma, ideale per prendere il sole!
Aquaglide Sup Cascade
Il SUP è la moda del momento: sembra una tavola da surf ma la usi con i remi, sembra una canoa ma ci stai in piedi. Questo si gonfia e sgonfia in pochi minuti e grazie a un sistema di pinna di deriva molto rigida permette un’eccellente tenuta di rotta mentre si pagaia. Costa 490 euro. LO TROVATE QUI
Aquaglide Multisport 270
La deriva più versatile al mondo si chiama Multisport 270: si trasforma in pochi minuti da barca a vela, a windsurf, a kayak. Può essere usata anche come una piattaforma galleggiante o più semplicemente come lettino per il sole: è un natante polifunzionale per far divertire tutta la famiglia. ha un prezzo di 1.129 euro. LO TROVATE QUI
Pathfinder C-II 330
Il Pathfinder C-II 330 è un kayak gonfiabile a due posti con una resistente copertura in poliestere che protegge da eventuali urti ed abrasioni. Inoltre, grazie al fondo gonfiabile e alle due camere dello scafo, il Pathfinder assicura stabilità e comfort durante la navigazione. Buon divertimento! Costa 239 euro. LO TROVATE QUI
Poltrone Color-Splash
Per rilassarvi in rada come in salotto, ma con i piedi a bagno, ci sono le poltrone gonfiabili Color-Splash, disponibili in vari colori. Le dimensioni sono di 93x83x76 cm. Costano 18 euro l’una. LE TROVATE QUI
Piattaforma Aquaglide Airport Classic
Questa piattaforma (2,28 x 2,28 m, spessore 25 cm) è disponibile anche con cuscino con portabibite e bimini. Realizzata con anima in PVC ad alta resistenza a doppia camera d’aria e rivestita con in poliestere per il comfort, dispone di quattro maniglie rinforzate per imbarco, traino e trasporto. Costa 410 euro. LA TROVATE QUI
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Vento in poppa:  AAA Barca rubata cercasi! Se l’avete vista, contattate la Polizia!

Vento in poppa: AAA Barca rubata cercasi! Se l’avete vista, contattate la Polizia!

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Un furto clamoroso: nella notte tra sabato e domenica scorsi è stata rubata, nel porto di Aregai (Imperia), la barca a vela Moody 54DS “Tangaroa”. Bandiera inglese, scafo immatricolato DE-MOO54019I115. Scafo e tuga bianchi, armo a cutter. E’ la barca che è stata esposta al salone di Genova 2017.
Se volete dare una mano agli armatori, condividete questo annuncio! Chiunque avvistasse la barca, è pregato di avvisare la Capitaneria di Porto o la Polizia. The post AAA Barca rubata cercasi! Se l’avete vista, contattate la Polizia! appeared first on Giornale della Vela – notizie di vela – regate – crociera.

Vento in poppa:  Rilassatevi velisti! Vi spieghiamo come funziona il nuovo (e giusto) Codice della Nautica

Vento in poppa: Rilassatevi velisti! Vi spieghiamo come funziona il nuovo (e giusto) Codice della Nautica

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Il nuovo Codice della Nautica è realtà. E per fortuna, mondato da tutte le “porcherie” che inficiavano il buon lavoro svolto negli anni da Ucina Confindustria Nautica e partners (Assilea, Assomarinas, Assonat-Confcommercio, Confarca e Federvela). Il testo inizialmente licenziato dal Consiglio dei Ministri rischiava di essere l’ennesima presa “per i fondelli”. Ma, a seguito dell’azione congiunta delle suddette associazioni e del confronto con l’ufficio legislativo del ministro (e delle nostre proteste, da tempo siamo in prima linea a denunciare l’inettitudine nautica di chi ci governa) sono state accolte quasi tutte le integrazioni necessarie. Rispetto al testo iniziale, abbiamo verificato, sono state apportate 34 modifiche (sui 54 articoli totali) e poste dal parlamento altrettante “condizioni” vincolanti per l’approvazione del decreto.
Quella che più ci interessa, è quella relativa al famoso Registro Telematico della Nautica, che diventerà realtà entro sei mesi. Cosa cambia (in meglio), per chi va per mare? Lo abbiamo chiesto a chi, negli anni, ha lavorato duro per la causa: Roberto Neglia, Responsabile dei Rapporti Istituzionali per Ucina.
Roberto Neglia, 48 anni, Responsabile dei Rapporti Istituzionali per Ucina Confindustria Nautica
Buongiorno Neglia. Finalmente buone notizie… Finalmente. Mi faccia solo dire che è il risultato di una grande squadra. Il testo del nuovo Codice della Nautica è frutto di un lavoro immane. In Italia, riuscire a ‘semplificare’ è sempre un successo. Ci sarà qualcuno non soddisfatto, fa parte del gioco, ma nel complesso il nuovo codice oltre a rendere la vita più facile a centinaia di migliaia di dipartisti, rende la nostra bandiera molto più appetibile anche per chi ha una barca registrata all’estero.
La madre di tutta la riforma era il Registro Telematico della nautica. Come funzionerà? Si tratterà di un server che raccoglierà digitalmente tutte le informazioni relative alle imbarcazioni. Iniziaamente le nuove, poi gradatamente quelle iscritte nei 104 registri cartacei delle Capitanerie di Porto. Registri che non dialogavano tra loro, rendendo di fatto possibile, in teoria, più immatricolazioni per barca (si pensi al caso di Giulio Lolli, che riusciva a vendere la stessa barca a più clienti, ndr). Più sicurezza, e meno burocrazia: l’interfaccia ‘pubblica’ del registro sarà lo Sportello Telematico del Diportista o STED. Sarà lo sportello, proprio come accade con le automobili, a rilasciare la licenza di navigazione, procedendo anche agli aggiornamenti (cambio proprietà, residenza, nomina di armatore, ipoteca, leasing), con specifici tagliandi. Inoltre, svolgerà le procedure relative al rilascio, rinnovo e convalida del certificato di sicurezza e del certificato di idoneità al noleggio e quelle per l’autorizzazione alla navigazione temporanea e per il rilascio della nuova licenza provvisoria.
Ma se avessi acquistato la barca in leasing? Potrà iscrivere la barca anche l’utilizzatore in leasing: prima poteva farlo..

Vento in poppa:  Gabart è il “solito esagerato”: fa 1400 miglia in 48 ore a 30 nodi di media. Coville trema?

Vento in poppa: Gabart è il “solito esagerato”: fa 1400 miglia in 48 ore a 30 nodi di media. Coville trema?

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C’è un po’ di traffico in oceano Atlantico in questi giorni. C’è la Mini Transat con la sua seconda tappa (LEGGI QUI LE ULTIME), c’è la Volvo Ocean Race partita per la leg 2 verso Cape Town, c’è la Transat Jacques Vabre con tanti italiani (LEGGI QUI). Ma c’è anche chi va a caccia di record come François Gabart, partito da Ouessant, Francia, per il giro del mondo in solitario, senza scalo, sul maxi trimarano Macif, sulla scia del record detenuto da Thomas Coville con Sodebo: 49 giorni, 3 ore, 4 minuti e 28 secondi. Gabart, vincitore di un Vendèe Globe e vero dominatore delle regate oceaniche degli ultimi anni, seguirà il solito percorso verso est passando da Capo di Buona Speranza, Cape Leeuwin e Capo Horn prima di risalire l’Atlantico.
Sulla rotta opposta, ma sempre in solitario e su un trimarano, avrebbe dovuto esserci Yves Le Blevec ma il suo tentativo si è interrotto dopo poche ore per un problema tecnico a lo skipper di Team Actual è fermo a La Trinité sur Mer per risolverlo e attendere una nuova finestra meteo utile.
A bordo di Macif, sulla sinistra il dettaglio dei foil a L per vare volare il trimarano
François Gabart nel frattempo non si annoia di certo. Giunto al suo terzo giorno di navigazione, il vincitore del Vendèe Globe 2013-2014 sta facendo le cose a modo suo, ovvero velocemente: sfruttando i 30 metri del suo trimarano Macif, che lo ricordiamo è stato ottimizzato con foil a L per volare anche in pieno Oceano, il biondo sta macinando miglia e ne ha 89 di vantaggio sul riferimento di Coville.
Macif e Gabart in giallo, il riferimento di Sodebo e Coville in rosso
Impressionante la performance nelle prime 48 ore, con oltre 1400 miglia percorse alla media di 30 nodi, con punte di velocità a 45 e medie orarie a 39.
A bordo di Macif nell’Aliseo
In questa fase Macif, con un aliseo non troppo forte, ha “rallentato”, con medie più vicine ai 25 nodi e stabilmente sopra le 500 mgilia in 24 ore. Il prossimo momento “caldo” sarà l’avicinamento ai dolldrums, la zona di interconvergenza tropicale, prima di affrontare la discesa nell’aliseo di sudest e l’ingresso nel Grande Sud.
Per seguire Gabart e Macif QUI
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Vento in poppa:  Cinque idee per essere i re indiscussi della banchina

Vento in poppa: Cinque idee per essere i re indiscussi della banchina

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Volete vivere la barca come una casa comodissima, anche in banchina? Un buon monopattino o una bici pieghevole, stivabili in un gavone, vi serviranno per arrivare dalla barca con la spesa o le borse da caricare, una passerella di ultima generazione vi garantirà agevoli salite mentre un tendalino vi riparerà dalla calura estiva. E se volete farvi una bella doccia sul pontile, fate in modo di avere la manichetta giusta, e non quelle obsolete in gomma che si sciolgono al sole e diventano appiccicose. Ecco alcuni buoni esempi:
Monopattino elettrico Egret One
Ideale per la barca, pieghevole e leggero, il monopattino elettrico della Egret è realizzato in Ergal e ha un’autonomia di ben 24 chilometri. Da chiuso misura 93x14x30 cm. Il prezzo è di 995 euro. LO TROVATE QUI
Bici pieghevole Cicli Cinzia
La bicicletta Cinzia è pieghevole con telaio hi-tension e forcella Unicrown Tig con ruote da 16”. E’ molto maneggevole e da chiusa sta tranquillamente in un gavone. Il prezzo è di 189 euro. LA TROVATE QUI
Passerella pieghevole Polymer
Un accessorio da veri “re della banchina” è una passerella all’ultimo grido: pieghevole, leggera, in composito. Stivabile ovunque e galleggiante. Tutte caratteristiche che presenta questo modello della Polymer (990 euro), lungo 220 cm e largo 35. Pensate che pesa soltanto 8 chili e mezzo! LA TROVATE QUI
Tendalino da sole avvolgibile
Un buon tendalino da barca, sotto al sole cocente, vi farà stare al fresco ma soprattutto causerà l’invidia dei vostri vicini che non si sono premuniti! Scherzi a parte, RollTop, il tendalino avvolgibile, è facile da installare e copra una superficie di 1,90 x 1,70 m. Costa 268 euro. LO TROVATE QUI
Manichetta Hosecoil
Buttate via la vecchia manichetta in gomma sciolta da sole, sporca e appiccicosa: questa, oltre ad essere poco ingombrante e in grado di erogare sette differenti spruzzi, è resistente ai raggi UV e ha solidi raccordi in ottone resistenti alla corrosione. Ha un prezzo di 40,72 euro. LA TROVATE QUI
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