Esistono bevande alternative al caffè?

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10 Bevande Alternative Al Caffè L’efficacia del caffè è dovuta ad un mix di principi attivi che stimolano il metabolismo dei grassi e riducono l’assorbimento degli zuccheri. L’efficacia dimagrante del caffè dovuta ad un mix di principi attivi che stimolano il metabolismo…

Vento in poppa:  Gabart è il “solito esagerato”: fa 1400 miglia in 48 ore a 30 nodi di media. Coville trema?

Vento in poppa: Gabart è il “solito esagerato”: fa 1400 miglia in 48 ore a 30 nodi di media. Coville trema?

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C’è un po’ di traffico in oceano Atlantico in questi giorni. C’è la Mini Transat con la sua seconda tappa (LEGGI QUI LE ULTIME), c’è la Volvo Ocean Race partita per la leg 2 verso Cape Town, c’è la Transat Jacques Vabre con tanti italiani (LEGGI QUI). Ma c’è anche chi va a caccia di record come François Gabart, partito da Ouessant, Francia, per il giro del mondo in solitario, senza scalo, sul maxi trimarano Macif, sulla scia del record detenuto da Thomas Coville con Sodebo: 49 giorni, 3 ore, 4 minuti e 28 secondi. Gabart, vincitore di un Vendèe Globe e vero dominatore delle regate oceaniche degli ultimi anni, seguirà il solito percorso verso est passando da Capo di Buona Speranza, Cape Leeuwin e Capo Horn prima di risalire l’Atlantico.
Sulla rotta opposta, ma sempre in solitario e su un trimarano, avrebbe dovuto esserci Yves Le Blevec ma il suo tentativo si è interrotto dopo poche ore per un problema tecnico a lo skipper di Team Actual è fermo a La Trinité sur Mer per risolverlo e attendere una nuova finestra meteo utile.
A bordo di Macif, sulla sinistra il dettaglio dei foil a L per vare volare il trimarano
François Gabart nel frattempo non si annoia di certo. Giunto al suo terzo giorno di navigazione, il vincitore del Vendèe Globe 2013-2014 sta facendo le cose a modo suo, ovvero velocemente: sfruttando i 30 metri del suo trimarano Macif, che lo ricordiamo è stato ottimizzato con foil a L per volare anche in pieno Oceano, il biondo sta macinando miglia e ne ha 89 di vantaggio sul riferimento di Coville.
Macif e Gabart in giallo, il riferimento di Sodebo e Coville in rosso
Impressionante la performance nelle prime 48 ore, con oltre 1400 miglia percorse alla media di 30 nodi, con punte di velocità a 45 e medie orarie a 39.
A bordo di Macif nell’Aliseo
In questa fase Macif, con un aliseo non troppo forte, ha “rallentato”, con medie più vicine ai 25 nodi e stabilmente sopra le 500 mgilia in 24 ore. Il prossimo momento “caldo” sarà l’avicinamento ai dolldrums, la zona di interconvergenza tropicale, prima di affrontare la discesa nell’aliseo di sudest e l’ingresso nel Grande Sud.
Per seguire Gabart e Macif QUI
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Vento in poppa:  Cinque idee per essere i re indiscussi della banchina

Vento in poppa: Cinque idee per essere i re indiscussi della banchina

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Volete vivere la barca come una casa comodissima, anche in banchina? Un buon monopattino o una bici pieghevole, stivabili in un gavone, vi serviranno per arrivare dalla barca con la spesa o le borse da caricare, una passerella di ultima generazione vi garantirà agevoli salite mentre un tendalino vi riparerà dalla calura estiva. E se volete farvi una bella doccia sul pontile, fate in modo di avere la manichetta giusta, e non quelle obsolete in gomma che si sciolgono al sole e diventano appiccicose. Ecco alcuni buoni esempi:
Monopattino elettrico Egret One
Ideale per la barca, pieghevole e leggero, il monopattino elettrico della Egret è realizzato in Ergal e ha un’autonomia di ben 24 chilometri. Da chiuso misura 93x14x30 cm. Il prezzo è di 995 euro. LO TROVATE QUI
Bici pieghevole Cicli Cinzia
La bicicletta Cinzia è pieghevole con telaio hi-tension e forcella Unicrown Tig con ruote da 16”. E’ molto maneggevole e da chiusa sta tranquillamente in un gavone. Il prezzo è di 189 euro. LA TROVATE QUI
Passerella pieghevole Polymer
Un accessorio da veri “re della banchina” è una passerella all’ultimo grido: pieghevole, leggera, in composito. Stivabile ovunque e galleggiante. Tutte caratteristiche che presenta questo modello della Polymer (990 euro), lungo 220 cm e largo 35. Pensate che pesa soltanto 8 chili e mezzo! LA TROVATE QUI
Tendalino da sole avvolgibile
Un buon tendalino da barca, sotto al sole cocente, vi farà stare al fresco ma soprattutto causerà l’invidia dei vostri vicini che non si sono premuniti! Scherzi a parte, RollTop, il tendalino avvolgibile, è facile da installare e copra una superficie di 1,90 x 1,70 m. Costa 268 euro. LO TROVATE QUI
Manichetta Hosecoil
Buttate via la vecchia manichetta in gomma sciolta da sole, sporca e appiccicosa: questa, oltre ad essere poco ingombrante e in grado di erogare sette differenti spruzzi, è resistente ai raggi UV e ha solidi raccordi in ottone resistenti alla corrosione. Ha un prezzo di 40,72 euro. LA TROVATE QUI
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Vento in poppa:  MINI TRANSAT Beccaria, sfortunaccia nera! Rotto il bompresso, rotta su Capo Verde

Vento in poppa: MINI TRANSAT Beccaria, sfortunaccia nera! Rotto il bompresso, rotta su Capo Verde

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Ambrogio Beccaria all’arrivo a Las Palms. Foto Breschi
Non stiamoci a girare intorno: la situazione è bella che compromessa. Ambrogio Beccaria, autore fin qui di una Mini Transat da vero protagonista (sesto nella prima tappa della regata, da La Rochelle alle Canarie, tra le barche di serie, con un Pogo 2, un modello più datato rispetto a quelli degli skipper di punta) ha rotto il bompresso e sta tornando a Mindelo (Capo Verde) per ripararlo. Dovrà stare fermo per regolamento almeno 12 ore e poi potrà ripartire.
Al momento della rottura Ambrogio, a bordo di Alla Grande Ambeco, si trovava in ottava posizione dopo una partenza non brillante della seconda tappa (Las Palmas-Le Marin, la vera traversata) e una rimonta sulla flotta. Il podio non sembrava essere un’utopia, ma ora, con questo stop forzato, soltanto un miracolo potrà riportarlo in gara tra i primi. Peccato.
FORZA FORNARO!
Nel frattempo, prosegue l’ottima regata di Andrea Fornaro, sul suo 931 Sideral: lo skipper solitario è in quarta posizione tra i proto, a pochi metri dal terzo, Jorg Riechers. Tra i Serie, Andrea Pendibene su Pegaso Marina Militare naviga al 21mo posto, Emanuele Grassi su Penelope è 41mo.
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Vento in poppa:  LE GATTA-CARTOLINE Saluti e baci da…Carloforte

Vento in poppa: LE GATTA-CARTOLINE Saluti e baci da…Carloforte

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Prosegue il viaggio di Adriano Gatta sulla Rotta Sardegna – Trapani -Sardegna, in direzione “ostinata e contraria). Ecco la nona puntata…
Si scrive Isola di San Pietro si pronuncia Carloforte. Questo è il nome dell’unico centro abitato dell’isola di San Pietro, e quasi tutti identificano San Pietro con Carloforte ed alcuni dicono addirittura Isola di Carloforte.

Fatto sta che quest’isola, peraltro la sesta in estensione in Italia separata in classifica da Sant’Antioco solo da Pantelleria, è una chicca, uno scrigno che racchiude in se’ tutte le bellezze del Mediterraneo: coste alte e rocciose ricche di grotte, alternate a belle spiagge di sabbia chiara, un mare cristallino e soprattutto la lingua.

Se su Sant’Antioco solo gli abitanti di Calasetta, peraltro emigrati da Carloforte, parlano il ligure antico, qui tutta l’isola, peraltro quasi deserta a parte alcuni insediamenti turistici, ed in particolare Carloforte parla il Pegliese (di Pegli) antico…per intenderci quello di Crêuza de mä di Deandrèiana memoria.
Ed anche il paese sembra un presepietto ligure con i suoi caruggi ed i nomi delle vie scritti in genovese. Ma veniamo a noi, scusate ma io, come sempre, mi perdo a raccontare notizie e curiosità che con la vela hanno ben poco a che fare…ma tant’ è che, finchè perdura sto’ Maestrale…
Quindi, giornata trascorsa tra le viuzze ed i negozietti del borgo,la visita alle saline con i “soliti” fenicotteri, una sistematina al Bravo Papà ed uno sguardo alle bellissime barche a vela presenti in Porto; alcuni equipaggi, però, non erano molto esperti ad addugliare cime e scotte….(vedi foto)

Ah già ecco i Marina: tre; due sul porto dove arriva il traghetto da Portovesme eCalasetta ed uno più piccolo appena in fondo al lungomare(500 mt.)
Prezzi in linea con Calasetta anzi, leggermente inferiori.
Sarebbe un ottimo posto dove stazionare tutto l’anno se non fosse per la logistica; volo da Cagliari + transfer 100 km + traghetto……
Se Favignana lo è per la Sicilia,Carloforte è la patria del tonno Sardo.
Nei ristoranti della cittadina lo trovate fatto in tutti i modi.

A proposito di ristoranti….qui a Carloforte trovate il ristorante originario dello chef stellato Luigi Pomata ( vedi cartolina da Cagliari) che assieme ai fratelli Nìcolo ed Antonello gestiscono sia il ristorante sul lungomare che il Bistrot in un vicoletto interno. Non perdetevelo!!!
Se poi il vento e le onde continuano a martoriare la costa nord e ovest e vi piace immergervi potete scegliere di fare delle immersioni lungo la costa. Sull’isola c’è solo l’Isla Diving ed è ottimamente gestito da Elena, una simpatica ragazza romana. Purtroppo e stranamente, vista la varietà di fondali, questa zona non è parco marino e quindi il pesce è un po’ scarsino ma potrete compensare con gorgonie,nudibranchi e grotte.
Ma arriviamo finalmente al giro dell’isola in barca (circa 20 miglia); il maestrale è scemato, anzi è calato del tutto(come sempre o troppo o niente) e quindi giro a motore in senso antiorar..

Vento in poppa:  LE GATTA-CARTOLINE Saluti e baci dalla costa sud-ovest della Sardegna

Vento in poppa: LE GATTA-CARTOLINE Saluti e baci dalla costa sud-ovest della Sardegna

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Prosegue il viaggio di Adriano Gatta sulla Rotta Sardegna – Trapani -Sardegna, in direzione “ostinata e contraria). Ecco l’ottava puntata…
Wroom,wroom, rumore strano per una barca, infatti è quello di uno scooter 200. Avete portato il casco? Occhio, perché qui a Calasetta la Polizia locale è rigidissima anche con i parcheggi e la differenziata della spazzatura…..
bene allora partiamo!!!
Ma ‘sto maestrale rompe anche in moto, …azz!! devo stare attento perché ci ha già spostati due volte….. Giro dell’isola in senso antiorario, ripassando dalle baie del giorno precedente, raggiungiamo le spiagge del lato sud, ben ridossate(nel senso che, almeno, non c’è onda).
Capo Sperone, Peonia Rosa, e poi una sosta per visitare la Torre Cannai ed ammirare il panorama su le isole Vacca e Toro e sulle lontane, ma non poi tanto, dune di Porto Pino e su Capo Teulada.
Coaqquaddus, Maladroxia e Portixeddu(Maladroja e Portijeddu con la j francese), malgrado il nome che ricorda i templi aztechi o maya, ci lasciano abbastanza delusi.
Grandi spiaggie “piene”( non certo come quelle romagnole) di ombrelloni e sdraio con alcuni chioschi dove ci beviamo qualcosa di fresco. In breve siamo a S.Antioco-paese ed attraversiamo lo stretto istmo che separa l’isola dalla terraferma.
Alla nostra destra, verso il golfo di Palmas, stagni e saline, a sinistra un grande braccio di mare con una profondità media di 1 mt. ed un canale navigabile ? che segue la costa orientale sino a Punt’e trettu. Fenicotteri ovunque con le piume arruffate dal vento che cercano gamberetti nel limo dei bassi fondali.
Puntiamo all’interno, su Carbonia, alla quale diamo un’occhiata furtiva prendendoci un caffè in piazza poi ancora verso il paese natio di Julio…Iglesias (bah)
E finalmente torniamo sul mare all’altezza della spiaggia di Plagemesu battuta dal maestrale con cavalloni surfati da decine di tavole e di Kite. Da qui ai faraglioni di Masua ,Porto Flavia ed al Pan di Zucchero è un volo d’uccello su una strada panoramica a picco sul mare.
Sembra di essere in Costiera Amalfitana o sul mio vecchio e caro Alto Garda.
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> ( puoi giurarci!!!)rispondo a mia moglie in idioma bresciano.
Rinunciamo alla vista delle miniere che scaricavano i minerali direttamente da una galleria scavata nella parete a picco sul mare e ,visto che l’appetito si fa sentire, andiamo, percorrendo una spettacolare strada di montagna incassata fra profondi canyons, sino a Cala Domestica.
Un lungo sterrato in fondo ad una gola nei monti del Iglesiente ci porta a questa splendida baia che merita di essere vista da terra, quando c’è maestrale e dal mare con tutti gli altri venti.
Le onde frangono sulle rocce a picco all’ingresso della baia e noi ci fermiamo per un panino-merenda all’unico chiosco della spiaggia. Fatto riposare il fondoschiena, abbiamo già fatto otre 100 km, ritorniamo lungo la costa sino a Porto Scuso-Porto Vesme,..

Vento in poppa:  L’Italia all’attacco Transat Jacques Vabre, partiti! Ed è subito meteo duro

Vento in poppa: L’Italia all’attacco Transat Jacques Vabre, partiti! Ed è subito meteo duro

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Da sinistra: Massimo Juris e Pietro Luciani, Giancarlo Pedote, Andrea Fantini e Alberto Bona
E’ la più dura e lunga delle transatlantiche, obbliga gli skipper ad affrontare una grande varietà di condizioni meteo, dai fronti freddi della Manica agli Alisei passando dalle calme equatoriali. Vi partecipa il top degli skipper oceanici, sul top delle barche da regata offshore. La Transat Jacques Vabre è partita da Le Havre con destinazione Salvador de Bahia dopo ben 4350 miglia di regata, e per l’Italia c’è tanto tifo da fare.
Sono cinque i velisti tricolori impegnati nella transatlantica in doppio. Ve li abbiamo presentati a uno a uno: loro sono Alberto Bona e Andrea Fantini sul Class 40 Enel Green Power (LEGGI QUI LA LORO STORIA), Massimo Juris e Pietro Luciani sul Class 40 Colombre XL (LEGGI QUI LA LORO STORIA), e Giancarlo Pedote in coppia con il francese Fabrice Amedeo sull’IMOCA 60 Newrest Brioche Pasquier (LEGGI QUI LA SUA STORIA). In regata oltre ai Class 40 e agli IMOCA 60, ci saranno anche i Multi 50 e i giganteschi trimarani della Classe Ultime: in totale gli iscritti sono 40, 16 Class 40, 6 Multi 50, 13 IMOCA 60 e tre Ultime.
L’uscita nella Manica sarà subito da cuori forti, con vento da nordovest sui 20-25 nodi, onda molto formata e pioggia, un inizio non certo semplice per tutti gli equipaggi in regata che nelle prime ore avranno come principale obbiettivo quello di prendere il ritmo della regata e soprattutto preservare la barca in una delle fasi più delicate del percorso. Uno start decisamente muscolare, dove conterà molto risparmiare l’energia e gestire prima di iniziare ad attaccare.
Class 40 Tra i Class 40 i favoriti della vigilia sulla carta sono V and B di Maxime Sorel e Antoine Carpentier, Imerys di Phil Sharp e Pablo Santurde, Campagne de France di Halvard Mabire e Miranda Merron, con tanti equipaggi, inclusi i nostri Enel Green Power e Colombre XL a potere fare da outsider, soprattutto in una regata dove, particolarmente nella fase iniziale, non contano solo le performance ma anche tenere la barca tutta d’un pezzo.
IMOCA 60 L’entry list tra gli IMOCA 60 è di altissimo livello, con numerosi skipper che arrivano dall’ultimo Vendée Globe e diversi veterani della classe. I pronostici della vigilia si indirizzano verso St Michel Virbac, dei super veterani Jean Pierre Dick e Yann Elies, ma attenzione anche a Paul Meilhat e Gwénolé Gahinet su SMA, come anche all’esordio di Boris Hermann su Malizia II in coppia con Thoma Ruyant. Da tenere d’occhio anche Louis Burton che “inaugura” la nuova barca, l’ex Banque Populaire che ha vinto il Vendée Globe con Armel Le Cleac’h, e sarà in coppia con Servane Escoffier.
Multi 50 L’esperienza di Erwan Le Roux e Vincent Riou fa partire Fenetrea sulla carta un passo avanti agli altri. Ma tra i Multi 50 le variabili, una su tutte la tenuta di questi trimarani, sono varie ed è difficile fare pronostici. Da tenere d’occhio anche la coppia Lalou Roucayrol e Alex Pella su Arkema.
Ultime
Anche qui f..

Vento in poppa:  Dimmi che pesce peschi, ti dirò come cucinarlo – Prima puntata

Vento in poppa: Dimmi che pesce peschi, ti dirò come cucinarlo – Prima puntata

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In due puntate, vi mostreremo i pesci tra i più comuni nei nostri mari e le ricette per cucinarli ideate dai migliori ristoranti italiani secondo Slow Food. Quest’estate in barca piantatela di cucinare la solita pasta o la triste insalata col tonno e offrite al vostro equipaggio questi prelibati piatti di pesce. Non sono ricette difficili e vedrete che l’equipaggio vi applaudirà. Abbiamo scelto pesci che, ovviamente, potrete pescare voi stessi alla traina o a bolentino…
AGUGLIA
Comunissima nei mari italiani, si può trovare anche lungocosta, è famosa per i suoi salti fuori dall’acqua, si pesca alla traina o in rada a mezz’acqua. La carne è gustosa, compatta e soda. Lung. max 100 cm. Nome scientifico: Belone Belone

Aguglie con il salmoriglio
Pulite le aguglie, lavatele e asciugatele. Arrostitele sulla brace fino a doratura e posatele in un piatto di portata. Versate l’olio in un pentolino e, sbattendo con una frusta, aggiungete mezzo bicchiere d’acqua calda, il succo dei limoni, il prezzemolo e l’origano tritati, lo spicchio d’aglio schiacciato, sale e pepe. Quando il composto ha raggiunto una certa omogeneità, scaldatelo a bagnomaria per qualche minuto. Versatelo in una salsiera e portate in tavola con il piatto delle aguglie. Sempre siciliane le varianti: una sostituisce il succo di limone con vino rosso, un’altra non contempla l’uso del prezzemolo.
Per 6 persone: 4 aguglie di circa 2 etti l’una, uno spicchio d’aglio, un ciuffetto di prezzemolo, un ciuffo di origano fresco, 2 limoni, un bicchiere di olio, extravergine di oliva, sale, pepe. Tempo di preparazione e cottura: mezz’ora.
Il ristorante: Romano Zappulla, Floridia (Siracusa)
SPIGOLA (O BRANZINO)
Si trova lungo le coste, anche in pochi centimetri d’acqua, il gusto delle sue carni ne fa la regina dei pesci dei nostri mari. Si pesca con lenze, tremagli e fucile. Lungh. max oltre un metro. Nome scientifico: Dicentrarchus labrax

Spigola all’acquapazza
Procuratevi preferibilmente una spigola nata e cresciuta in mare. Evisceratela e lavatela. Soffriggete nell’olio extravergine lo spicchio d’aglio intero. Quando è ben dorato toglietelo e aggiungete i pomodorini, schiacciati e privati dei semi, un po’ d’acqua e il vino. Fate prendere il bollore e unite il pesce. Salate, pepate e spolverate con il prezzemolo tritato. cuocete a tegame coperto per circa un quarto d’ora. Servite subito. Come in molte ricette campane, non solo di pesce, anziché gli inflazionati pachino (o pseudo tali) si usano qui i pomodorini del piénnolo, appesi a grappoli al sole sui muri delle case.
Per 4 persone: una spigola di circa un chilo, uno spicchio d’aglio, un ciuffo di prezzemolo, 3 etti di pomodorini del piénnolo, mezzo bicchiere di vino bianco secco, 40 g di olio extravergine di oliva, sale, pepe. Tempo di preparazione e cottura: mezz’ora.
Il ristorante: Ristorante Casa Rossa 1888 al Vesuvio, Ercolano (Napoli)
CERNIA BRUNA
La preda più ambita dei cacciatori sub, vive in fondali rocciosi da pochi metri ad alte..

Vento in poppa:  Unitevi alla ciurma! Il gruppo Facebook del GDV vi aspetta!

Vento in poppa: Unitevi alla ciurma! Il gruppo Facebook del GDV vi aspetta!

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Siamo già a quasi 8.000 membri iscritti, voi cosa aspettate? Stiamo parlando del gruppo ufficiale del Giornale della Vela -Sailors United- è nato per unire tutti gli appassionati di questo sport e stile di vita.
GDV -SAILORS UNITED- VI ASPETTA!
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