Vento in poppa:  Mini Transat, adesso si fa sul serio! Italiani, pronti per il grande salto in Atlantico?

Adesso si fa sul serio, adesso c’è l’Atlantico da attraversare, il grande salto, la vera sfida della Mini Transat. Finita la “sbornia” di emozioni della prima tappa, leccate le ferite, i ministi rimasti in gara sono pronti a partire da Las Palmas, start il 1 novembre, con destinazione Le Martin (Martinica), per il tappone oceanico di 2700 miglia. Gli italiani rimasti in regata sono 4, dopo i ritiri di Matteo Rusticali (disalberamento) e Luca Sabiu (disalberamento con abbandono nave e successivo recupero barca). Saranno in regata Ambrogio Beccaria su Alla Grande Ambeco, Andrea Fornaro su Sideral, Andrea Pendibene su Pegaso Marina Militare ed Emanuele Grassi su Penelope. Andiamo a vedere come stanno e quali sono le loro possibilità dopo il risultato della prima tappa.

Ambrogio Beccaria

Il suo sesto posto è il migliore risultato degli italiani dopo la prima tappa. Ma c’è di più, il distacco dal primo, lo svizzero Valentin Gautier, è di poco più di 4 ore, un particolare che conta dato che la classifica finale verrà assegnata sulla somma dei tempi. Sulla carta Beccaria con il suo Mini Ambeco non deve porsi limiti, può ambire al “colpaccio”, può puntare al podio, in una tappa dove oltre alla performance pura conterà saper portare la barca al traguardo e avere un buon feeling con la stessa nelle dure condizioni che incontreranno i ministi. E Ambrogio ha dimostrato di avere un grande feeling con il suo Pogo 2, riuscendo praticamente a tenere il passo dei più recenti e performanti Pogo 3. Ha finito la prima tappa praticamente senza alcun problema tecnico, è tornato in Italia per riposarsi e ricaricare le batteria, può ripartire con il coltello tra i denti, pronto a stupire tutti.

Andrea Pendibene

Scottato dalle esperienze precedenti che lo avevano visto andare KO alla prima tappa, ha condotto una regata prudente soprattutto in Biscaglia, per poi gestire e iniziare ad attaccare nella seconda parte. Ha chiuso 23mo con un ritardo di circa 11 ore dal vincitore, un tempo che lascia ancora ben sperare in un buon risultato in vista della seconda. Ha vinto il duello distanza con lo skipper Cedric Faron che porta i colori della Marina Nazionale francese e naviga come Pendibene su un Pogo 3. Non ha riportato problemi tecnici particolari e può partire per queste 2700 attaccando: il distacco accumulato non è tale da tagliarlo completamente fuori dalle posizioni che contano, ha la barca per farlo e l’esperienza.

Andrea Fornaro

Una prima tappa dalle molte facce quella di Fornaro su Sideral. Ha chiuso 16mo e ha 17 ore da recuperare rispetto al “mostro” Ian Lipinski. Scelte tattiche azzardate, grandi recuperi, ottime medie di velocità, ma anche una lunga sosta nella bonaccia e alcuni problemi tecnici, con un feeling ancora da finire di costruire con il suo prototipo. Fornaro ha dimostrato di sapere mettere alla frusta la barca, le performance ci sono, ma è arrivato anche un problema alla chiglia basculante che ha riparato di fortuna in mare e finito a terra durante lo stop a Las Palmas. Si è detto assolutamente convinto che la vera regata debba ancora iniziare, è pronto a fare una regata tutta d’attacco per nulla conservativa. Potremmo vederne delle belle, i giochi sono ancora aperti.

Emanuele Grassi

Tenace, caparbio. E’ arrivato a Las Palmas con un solo timone, faticando molto ma portando comunque a termine la sua tappa. Ha chiuso 48mo con un ritardo di quasi 48 ore rispetto al primo, inevitabile dato che ha navigato per la maggior parte della regata in modalità “sopravvivenza” a causa della crepa che ha messo fuori uso uno dei timoni. Arrabbiato, “Ero qui per fare la regata, non un trasferimento”, con il suo Pogo 2 andrà a caccia di soddisfazioni nella tappa oceanica. Ha rimesso a posto la barca nella sosta alle Canarie, riparte con il piglio giusto e pronto a dare veramente battaglia come non ha potuto fare da La Rochelle a Las Palmas.

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