Vento in poppa:  Rilassatevi velisti! Vi spieghiamo come funziona il nuovo (e giusto) Codice della Nautica

Il nuovo Codice della Nautica è realtà. E per fortuna, mondato da tutte le “porcherie” che inficiavano il buon lavoro svolto negli anni da Ucina Confindustria Nautica e partners (Assilea, Assomarinas, Assonat-Confcommercio, Confarca e Federvela). Il testo inizialmente licenziato dal Consiglio dei Ministri rischiava di essere l’ennesima presa “per i fondelli”. Ma, a seguito dell’azione congiunta delle suddette associazioni e del confronto con l’ufficio legislativo del ministro (e delle nostre proteste, da tempo siamo in prima linea a denunciare l’inettitudine nautica di chi ci governa) sono state accolte quasi tutte le integrazioni necessarie. Rispetto al testo iniziale, abbiamo verificato, sono state apportate 34 modifiche (sui 54 articoli totali) e poste dal parlamento altrettante “condizioni” vincolanti per l’approvazione del decreto.

Quella che più ci interessa, è quella relativa al famoso Registro Telematico della Nautica, che diventerà realtà entro sei mesi. Cosa cambia (in meglio), per chi va per mare? Lo abbiamo chiesto a chi, negli anni, ha lavorato duro per la causa: Roberto Neglia, Responsabile dei Rapporti Istituzionali per Ucina.

Roberto Neglia, 48 anni, Responsabile dei Rapporti Istituzionali per Ucina Confindustria Nautica

Buongiorno Neglia. Finalmente buone notizie…

Finalmente. Mi faccia solo dire che è il risultato di una grande squadra. Il testo del nuovo Codice della Nautica è frutto di un lavoro immane. In Italia, riuscire a ‘semplificare’ è sempre un successo. Ci sarà qualcuno non soddisfatto, fa parte del gioco, ma nel complesso il nuovo codice oltre a rendere la vita più facile a centinaia di migliaia di dipartisti, rende la nostra bandiera molto più appetibile anche per chi ha una barca registrata all’estero.

La madre di tutta la riforma era il Registro Telematico della nautica. Come funzionerà?

Si tratterà di un server che raccoglierà digitalmente tutte le informazioni relative alle imbarcazioni. Iniziaamente le nuove, poi gradatamente quelle iscritte nei 104 registri cartacei delle Capitanerie di Porto. Registri che non dialogavano tra loro, rendendo di fatto possibile, in teoria, più immatricolazioni per barca (si pensi al caso di Giulio Lolli, che riusciva a vendere la stessa barca a più clienti, ndr). Più sicurezza, e meno burocrazia: l’interfaccia ‘pubblica’ del registro sarà lo Sportello Telematico del Diportista o STED. Sarà lo sportello, proprio come accade con le automobili, a rilasciare la licenza di navigazione, procedendo anche agli aggiornamenti (cambio proprietà, residenza, nomina di armatore, ipoteca, leasing), con specifici tagliandi. Inoltre, svolgerà le procedure relative al rilascio, rinnovo e convalida del certificato di sicurezza e del certificato di idoneità al noleggio e quelle per l’autorizzazione alla navigazione temporanea e per il rilascio della nuova licenza provvisoria.

Ma se avessi acquistato la barca in leasing?

Potrà iscrivere la barca anche l’utilizzatore in leasing: prima poteva farlo soltanto la banca, che, da contratto, rimane la proprietaria dell’imbarcazione fino alla cessazione della locazione finanziaria. Anche questo serve ad abbreviare i tempi.

Quindi io andrò in agenzia, consegnerò i documenti e penseranno a tutto loro?

Sarà esattamente così. E nel testo sono state previste anche le tempistiche da rispettare. Una volta che la richiesta di iscrizione è stata effettuata, il rilascio dei documenti ad opera dello sportello telematico ha un termine di 20 giorni, ridotti a 7 giorni per i duplicati. E c’è un’altra importante novità: la ricevuta della presentazione dei documenti per l’iscrizione vale come licenza di navigazione sostitutiva per quei 20 giorni. Evitando, ad esempio, che con barche acquistate a luglio, ci si trovi nell’impossibilità navigare durante la stagione estiva perché i documenti non sono ancora disponibili!

Parliamo un po’ di controlli in mare… il bollino blu?

Quella che era una direttiva ottenuta da Ucina e reiterata dagli ultimi tre ministri dei trasporti è diventata legge. Il diportista potrà anche richiederlo preventivamente: va nell’ufficio della Capitaneria locale, chiede di essere controllato, e una volta che tutto risulterà in regola (documenti, assicurazione, dotazioni) riceverà l’adesivo che sarà valido per tutta la stagione balneare, da giugno a settembre. I corpi in mare (dopo la recente riforma, Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza) disporranno di un’anagrafe telematica delle patenti nautiche (che dialogherà ovviamente con il registro telematico) per essere facilitati nei controlli.

Ma nella suddetta anagrafe saranno registrati anche i sinistri?

Non più, soltanto quelli per cui sia stata addebitata una responsabilità a seguito di procedimento.

Cambia qualcosa tra le dotazioni di sicurezza?

Il nuovo codice rinvia al regolamento di attuazione per il loro aggiornamento. Per quanto riguarda i VHF, restano valide le licenze di utilizzo già rilasciate per le imbarcazioni da diporto e si prevede l’esclusione di qualsiasi esame per l’impiego di VHF sui natanti. Visto che la problematica riguarderà soprattutto i neopatentati, in futuro ci batteremo per far sì che questo avvenga nell’ambito dell’esame per la patente nautica.

Un tema sul quale “pressiamo” da tempo è una normativa unificata per gli ancoraggi lungo le nostre coste, troppe regole non omogenee e rischio multa altissimo. Cosa cambia?

Il nuovo Codice prevede criteri generali su scala nazionale e omogenea, ma anche la possibilità di diversificare sulla base delle aree geografiche. Ad esempio, è assurdo che i 200 metri di distanza dalla costa valgano tanto in Adriatico quanto per le Eolie, dove ce ne sono altrettanti di fondo.

Ci sono alcune novità anche per quanto riguarda la portualità?

Si, frutto di un lungo lavoro di ‘bilanciamento’. Innanzitutto perché nella maggior parte dei casi i concessionari dei marina sono privati che hanno investito i loro capitali. E’ stato riconosciuto per legge il diritto di rifugio per maltempo; l’accosto gratuito per i posti in transito nei porti turistici, per un massimo di quattro ore finoa tre volte nel mese. La riserva di posti al transito è fissata dalla legge per la stagione estiva (giugno-settembre) ed è fissata all’8% del totale degli ormeggi nei restanti mesi. Abbiamo proposto una norma meno rigida, che rinviasse alla concessione. Ma questa previsione deriva da una condizione posta dalla Conferenza delle Regioni.

Un’ultima curiosità. Aveva fatto molto scalpore nel vecchio testo la norma che prevedeva la possibilità di conseguire la patente nautica senza sostenere l’esame per chi faceva parte delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco. Cosa ne è stato?

La norma è stata modificata dal Parlamento. La patente verrà rilasciata senza esami soltanto a coloro che svolgono servizio nautico (come i comandanti delle motovedette) entro un anno dalla sua cessazione.

Che dire, Neglia. Tutto molto bello. Ma quando vedrà la luce tutto questo?

Il Codice è approvato. Alcune norme hanno bisogno del decreto attuativo per i dettagli (come quella che individua la figura professionale dell’istruttore di vela) e per la sua emanazione è previsto un termine di sei mesi.

Eugenio Ruocco

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